Chiara Ferragni e l’allattamento: donna incosciente o madre confusa?


Chiara Ferragni sta facendo parlare molto di sé, per le sue scelte riguardo all’alimentazione del suo piccolo Leo.

Se non fosse Chiara Ferragni, se non fosse la compagna di Fedez, se non si supponesse che le sue decisioni siano frutto di campagne per attirare l’attenzione mediatica e non mollare la scia di follower aumentata esponenzialmente da quando è diventata madre, forse ci concentreremmo sulla storia personale di una donna che non è stata aiutata ed è stata confusa, che ha subíto pressioni da ogni parte e che si è lasciata condizionare dal giudizio della gente.

Certo, parliamo di un personaggio pubblico, e da questo ci aspettiamo che stia attenta ai messaggi che manda. Ma parliamo anche, prima di tutto, di una neomamma, primipara, che avrebbe avuto bisogno e sostegno.

Ma analizziamo la sua storia dal principio.

A marzo del 2018 nasce Leo, figlio di Chiara Ferragni e Fedez. Gli artisti hanno fotografato e documentato ogni momento della gravidanza e del parto, condividendolo con i milioni di follower, e hanno continuato a farlo anche dopo la nascita del piccolo.
È ovvio che, quando si fa una scelta di questo tipo, si deve essere pronti a incassare qualsiasi tipo di giudizio e commento, ma è altrettanto vero che, star del web o meno, stiamo parlando di una donna alla sua prima esperienza di maternità, di una neomamma che ha bisogno di essere accompagnata senza essere continuamente giudicata e additata. È normale che, la Ferragni, prendendo la decisione di condividere ogni suo momento, ha indirizzato a sé la scia di commenti e giudizi. Ma crocifiggerla per questo, mi pare eccessivo.

Ma andiamo per ordine.
In relazione a un video postato su Instagram, nel quale si vedeva lei allattare il figlio Leo e Matilda, la gelosa cagnetta bulldog francese, in braccio a Fedez per imitare una scena simile di allattamento, i commenti dei follower si sono concentrati maggiormente sul seno della Ferragni, dimostrando ancora una volta che l’allattamento è visto da molti come un “atto sessuale”. Ecco perché un’informazione corretta dovrebbe partire già dalle scuole, per dare ai giovani gli strumenti culturali necessari per comprendere che i seni sono prima di tutto i mezzi che ci ha dato la natura per potere nutrire e coccolare i nostri bambini e che in tale ottica va osservata una donna che allatta.

Sempre su Instagram, la Ferragni ha poi una discussione con il famoso Signor Distruggere, che le chiede, a proposito di una foto postata in cui Fedez la imbocca mentre lei allatta, se non faccia parte delle “mamme pancine” (considerate, in maniera negativa, donne fanatiche e ossessionate dalla maternità). Rincara poi la dose, a un mese dall’allattamento, chiedendole perché, a solo piú di quattro settimane di vita del piccolo, sia già passata al biberon (aveva postato una foto in cui dava un biberon a Leo), visto che le mamme pancine allattano almeno 91 mesi, ovviamente con ironia gratuita verso le mamme che scelgono l’allattamento a termine.
A questa provocazione, Chiara Ferragni risponde che preferisce dare il biberon con il latte materno, quando si trova fuori. Segno di quanto le pressioni, le accuse e i commenti abbiano influenzato la sua scelta di allattare in pubblico, nonostante affermi di non avere problemi nel farlo. Questa, la sua risposta:

”Io sono zero pudica quindi non mi darebbe fastidio. In casa lo faccio davanti a chiunque. Ma qualsiasi cosa faccio fuori casa ho spesso persone che fanno foto di nascosto, figuriamoci se cominciassi ad allattare in giro!”.

Probabilmente a Chiara non spaventava una foto in più, anzi, si puó supporre che le avrebbe fatto anche piacere. Sentiva sempre di più la pressione sulla sua decisione di allattare?

Fatto sta che, nel giro di due mesi, Chiara Ferragni conclude l’allattamento al seno, con questa motivazione pubblica:

“Chiarisco una volta per tutte: io avrei voluto allattare il più a lungo possibile ma, già dopo due settimane, su consiglio del medico, ho dovuto inserire il latte artificiale. Sapendo che avrei dovuto tornare presto a lavorare, in capo a due mesi ho rinunciato del tutto all’allattamento naturale“.

Segue il commento del sito universomamme.it, che afferma:

“D’altra parte, considerando in cosa consiste veramente il lavoro di Chiara Ferragni (e no, non stiamo certo parlando di scattarsi qualche selfie per Instagram), continuare ad allattare al seno Leone per lei sarebbe stata davvero dura: “L’idea di maternità che ho io è che non ci si deve annullare per un figlio. Ognuna faccia quello che desidera e che può. Ma se vogliono buttarmi addosso una colpa morale, io non ci sto“.

E qui c’è la rivelazione, per chi l’ha saputo cogliere: un pediatra che consiglia il latte artificiale, a due settimane dalla nascita, e la sospensione dell’allattamento, a due mesi. Forse, quello stesso pediatra, vedendo una mamma confusa, avrebbe prima dovuto spiegarle che allattare e lavorare, si può. Che una donna ha diritto di lavorare, ma che il bambino ha anche bisogni da soddisfare e che, soprattutto, il latte materno è la scelta migliore che si può fare, elencando e tutti i benefici, e sostenendola in quella scelta che aveva preso, da sola, incoraggiandola. Avrebbe dovuto chiarire tutti gli aspetti e poi lasciare scegliere esclusivamente alla madre. Qui, invece, temo si sia verificato l’ennesimo caso di cattiva informazione fornita da una figura professionale importante nei primi anni dello sviluppo di un bambino.

Inoltre, con la dichiarazione della Ferragni, passano altri due messaggi: che allattare e lavorare è impossibile, e che l’allattamento è visto (o meglio, fatto vedere) come annullamento di una identità e non come rimodellamento di una nuova, come accade in diverse fasi della vita.

Per non parlare del commento del sito sul post della Ferragni. No comment.

Ai 4 mesi di Leone, la Ferragni pubblica nuovamente una foto e la commenta. Di seguito, foto e post:

“Quando sono in viaggio, mi manca il mio bambino. Mi rassicura sapere che però ha una riserva (di latte). Solo il meglio per il mio Leo. Ho scelto (…) perché è simile al latte materno”

Nella foto, come avrete intuito, mamma Chiara con in braccio il suo primogenito e, accanto, un biberon e una confezione di una nota marca di latte artificiale americano.
Qui si scatena la bufera. Molte mamme e associazioni accusano la Ferragni di non avere rispettato il decreto 9 aprile 2009, n. 82, in attuazione della direttiva 2006/141/CE che, in Italia, rende illegale la reclamizzazione del latte artificiale e recita:

“La pubblicità degli alimenti per lattanti è vietata in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale, compresi gli ospedali, i consultori familiari, gli asili nido, gli studi medici, nonché convegni, congressi, stand ed esposizioni”

Il post però è stato pubblicato negli Stati Uniti, dove Chiara e Fedez hanno casa. Come funziona, allora? Si applica la normativa italiana o quella statunitense, che invece permette la pubblicizzazione di questo prodotto? Non è semplice stabilirlo. E forse il dubbio è venuto anche a Chiara (o chi per lei), che ha provveduto a rimuovere il post.

Ilprimatonazionale.it pubblica poi un articolo relativo alla frase di Chiara Ferragni: “Non ci si annulla per un figlio”, sostenendo che l’abbia espressa volutamente con l’intenzione di attirare attenzione su di sé, come qualsiasi mossa da lei intrapresa, poiché la fashion blogger è maestra in questo e sa farlo benissimo.
E fin qui può starci, come giudizio, perché è vero che la Ferragni ha costruito così la sua immagine.
Ma va avanti dicendo:

“(…) Il popolo social (…) sì è subito diviso in due fazioni: quella un po’ patetica e ridondante progressista/femminista, che difende a spada fin troppo tratta il diritto di una donna di decidere della propria vita senza farsi, per l’appunto, sovrastare o annullare dalla maternità, e quella dei bacchettoni del web, che hanno urlato allo scandalo, bollando la Ferragni come la più atroce e snaturata delle madri, in alcuni casi invocando l’intervento dei servizi sociali.”

Insomma, comunque sia, siamo un popolo di stupide, femministe o bacchettone, né carne e né pesce, inutili, comunque la pensiamo.

Applausi al sito e corta vita editoriale.

Beh, non so voi, ma analizzando tutta la storia dalla sua nascita, io ci vedo una donna e una madre molto confusa, in Chiara Ferragni.

Una donna giudicata, spinta a fare determinate scelte, vittima del marketing del latte artificiale, che ha subito colto l’occasione della rinuncia al latte materno per sfruttare la sua immagine e l’onda di attenzione mediatica che la sta interessando.

Prima di giudicare una madre, fashion blogger o meno, riflettiamo.

Chiara Ferragni e tutte le madri confuse come come lei, sappiano che esistono figure che possono aiutarle e sostenerle nella prima fase della maternità (doule, mamme alla pari…) e associazioni attive nella protezione e promozione dell’allattamento materno (La Leche League, Ibfan, MAMI).

L’informazione è la base da cui partire per poi scegliere consapevolmente.

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