È nata una mamma! Come aiutarla a introdursi al meglio nel mondo (della maternità)


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Immagine dal web

Molto spesso ci si dimentica che, quando nasce un bambino, insieme a lui nasce anche una mamma. Non ha importanza se di primo, secondo, terzo figlio. Una mamma bis o ter è sempre “nuova” perché nuova è la situazione che si trova a vivere. Essere madri di un figlio non è come esserlo di due e via dicendo.

È giusto che il nuovo arrivato sia al centro dell’attenzione. Meno corretto, a mio parere, è dimenticarsi che, nello stesso tempo, c’è una donna che comincia una sua nuova esistenza, che è protagonista di una rinascita.

Ovviamente, le mamme bis, ter e via dicendo, hanno dalla loro parte un bel bagaglio di esperienza che si portano dietro. Ciò non deve comunque autorizzare a pensare che possano cavarsela da sole e che, quindi, non hanno bisogno di alcun aiuto.

Dopo nove mesi di gravidanza e di attese, anche da parte di parenti e amici, molte madri sperimentano il senso dell’abbandono e la sensazione di non essere comprese. Considerando il fatto che, se chiedete a una neomamma se ha bisogno di un aiuto, vi risponderà quasi sempre di no (per lei, è come se le venisse detto che non è capace a fare tutto da sola…), cerchiamo di capire insieme come poterla aiutare e cosa evitare per non farla sentire inadeguata.

Se le scelte che avete adottao con i vostri bambini non sono uguali o almeno simili a quelle della neomamma, evitate di esprimere giudizi (vabbè, magari questo evitatelo sempre…) che potranno ferirla e farla dubitare delle sua capacità. Quindi, a titolo d’esempio:

a) Se avete nutrito i vostri figli con il latte artificiale, non spingete una madre che allatta al seno e che sperimenta ingorghi e ragadi ai capezzoli a fare altrettanto, per risolvere il problema. Piuttosto, consiglatele di chiamare chi di competenza per aiutarla a correggere l’attacco del bambino, a sostenerla e guidarla nelle prime fasi dell’allattamento.

b) Al contrario, se ha scelto consapevolmente, ovvero dopo essere stata informata sufficientemente su rischi e benefici di entrambi i metodi di nutrizione del bambino (nel caso dell’allattamento al seno non si può parlare solo di fonte nutritiva, ovviamente, né si possono elencare rischi, se non quello di un po’ di stanchezza in più), non sentitevi in dovere di intervenire ad ogni costo per fare cambiare opinione alla neomamma. Una donna ha il diritto di scegliere come allattare senza essere additata e messa al rogo, qualunque scelta (ripeto, consapevole) faccia.

c) Quanto detto sopra vale anche per le questioni più dibattute e argomentate tra genitori e famiglie annesse, ovvero:

– vaccini, sì o no?
– svezzamento o autosvezzamento?
– onnivori, vegetariani o vegani?
– medicina allopatica o omeopatica?

La difficoltà maggiore per un genitore è quella di dovere scegliere al posto del proprio figlio e assumersi qualsiasi presente e futura responsabilità, fino a che lui non sarà pronto a farlo da solo. Il carico è già pesante, non appesantiamocelo ulteriormente. Anche perché nessuno di noi è completamente convinto che la propria sia la scelta giusta. Un margine di dubbio, resta sempre a tutti.

Non chiedete mai a una neomamma se ha bisogno di aiuto, dicevamo. Non è la domanda giusta. Chiedetele, piuttosto:

– Dove trovo la scopa per spazzare a terra?
– E lo straccio per pulire il bagno?
– Le verdure le vuoi cotte, o le taglio e te le metto in frigo?
– Preferisci che cucini a casa e ti porti del cibo pronto da congelare e scongelare all’occorrenza, o vuoi che cucini qui da te, così chiacchieriamo anche un po’?
– Perchè non vai a fare un bagno caldo mentre io mi occupo del bimbo?
– Andiamo insieme, a fare un po’ di spesa, o preferici dirmi cosa ti serve e ci vado io per te?
– I bambini li porto al parco o a prendere un gelato, mentre tu pensi al più piccolo (o, semplicemente, ti riposi un po’…)?

E, ultima ma non ultima, la domanda più importante:

– Lo sai che se hai bisogno di qualcosa io ci sono, vero?

Se non avete ricevuto da Madre Natura i doni dell’empatia e della discrezione, poi, fareste meglio a girare alla larga. Ciò di cui ha meno bisogno una neomamma, è di una persona che le ronza intorno osservando e giudicando tutte le sue mosse o che snocciola consigli senza capire che non sono bene accetti. Peggio ancora, sono coloro che fanno tutto questo senza peraltro offrire aiuto concreto (almeno quello, visto che hanno carenze a livello empatico).

Un appello lo voglio fare, quindi, a tutti coloro che sono o saranno presenti nella vita della neomamma: genitori, suoceri, zii, cugini, amici…

Parlate poco e agite molto. Chiedete alla mamma come sta e non dimenticate di farle presente che, se ha qualsiasi bisogno, può contare su di voi. Parlate poco ma questo ditelo, però. Tra milioni di chiacchiere, spesso si dimentica di dire le cose più importanti.

Guardatela e ascoltatela. Davvero, in profondità. Dove non riuscite a intervenire, chiedete aiuto. E se non riuscite proprio a capire: scomparite o, perlomeno, riducete al minimo le vostre visite. Se fate parte del tipo di persone che non fanno nulla ma non capiscono perché vengono allontanate senza che venga riconosciuto l’aiuto che state tentando di dare (solo una visita piena di chiacchiere?), scomparire è l’unico modo per guadagnarvi un: “grazie!”.

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