“Mi sento sola”: quello che le madri non dicono


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Io non so se le madri sono state create per crescere da sole i propri figli. Credo che nel mondo animale succeda così. Ma l’essere umano è, a differenza degli animali, dotato anche di intelligenza, oltre che di istinto.

E allora, una madre che non ha aiuto alcuno per crescere il proprio figlio (tranne quello di un compagno che lavora tutto il giorno ed ha anche lui il suo bel da fare…), che rimane spesso in casa, da sola, a badare completamente a lui, che mette da parte i suoi bisogni, anche quelli primari, come mangiare di corsa prima di mettersi a letto perché lui è stanco e dorme solo attaccato al suo seno o semplicemente per fare una doccia… ecco, allora l’intelligenza, che ha sede nel cervello, rischia di andare a farsi benedire. Perchè il cervello, come recita un detto popolare, “è come un chicco di riso” e se è sovrastimolato, dà segni di corto circuito.

Dormire per molto tempo solo al massimo quattro ore per notte, badare quasi da sole ai propri figli, crescerli senza avere nessuno accanto che ti consoli, ti conforti quando non riesci a capire la ragione del loro pianto e temi di essere una cattiva madre, una madre inadeguata, ti destabilizza.Vorresti urlare, prendere a calci la prima cosa che hai davanti, vorresti gridare aiuto a chi potrebbe darti una mano e invece sembra non riuscire ad ascoltarla, quella richiesta disperata.
Si tratta di empatia o comunque di comprensione per esperienze vissute. Se manca la prima e non si condividono le seconde, si alzano muri che rendono la comunicazione impossibile.
Allora, una madre sola e stanca, tanto stanca, fa pensieri innaturali. Io voglio raccontare la mia esperienza, perché altre vi si riconoscano e ammettano il proprio disagio, perché solo assieme ci si può aiutare, anche semplicemente sapendo che non si è uniche a provare certe cose.
Il mio piccolo A. nasce con parto naturale, per fortuna senza alcuna complicazione: tornerei a partorire anche adesso, a dire la verità. Gioia immensa, A. sta benissimo, non vedo l’ora di tornare a casa con il mio bambino e mi immagino giorni pieni, viavai in casa, la catena umana di aiuti, amore puro da ogni dove per il mio piccolo.
Quattro giorni dopo, una mastite. Seno rosso, dolente, brividi da fare paura, febbre a 40. Io, con ancora freschi i punti dell’episiotomia. E in queste condizioni, mi ritrovo a cullare, allattare e addormentare A. Stress al massimo, stanchezza, dolore, A. che vuole essere confortato e introdotto con calma alla nuova vita e io che non ce la faccio. Vuoto e silenzio, attorno.
Mi riprendo dalla mastite e mi dico che ce la devo fare. Sono più calma, il dolore e la febbre, passati. Cullo e allatto a non finire A., canto continuamente, lo accarezzo e lui si calma insieme a me. Iniziamo a capirci. A. ha pianto solo il primo mese (adesso ne ha quasi 19 e i suoi pianti li posso contare sulle dita di una mano).
Non riesco più a capire se le giornate siano corte o lunghe. La sera mi vede stremata: per un verso felice perché ogni giorno in cui sono riuscita a mantenere la pazienza e a regalare al mio piccolo sorrisi, è un dono del Cielo.
Con A. ho trovato un codice di comunicazione perfetto: lo guardo e so già cosa mi sta chiedendo. Lo soddisfo subito e non per viziarlo: a pochi mesi di vita i bambini non hanno le capacità per fare i capricci o i dispetti, hanno solo bisogni.
Passo tutto il mio tempo con A. Lo allatto a richiesta, lo tengo attaccato a me per dormire, anche di giorno, perchè altrimenti dorme solo mezz’ora e non ce la posso fare, così. Ho imparato a riposarmi anche io, a ricaricare le pile, quando lui riposa. Qualcuno storcia il naso. Non ha importanza, l’importante è che – quando davvero sono troppo stanca e non ce la faccio più – non faccia quei pensieri brutti: “adesso mi sbatto la testa contro il muro…; prendo tutto e me ne vado, scappo via di qua...”. E ringrazio il Cielo per essere stata io il centro dei miei pensieri assurdi e mai il mio bambino!
Un respiro profondo. Uno sguardo ad A. Un sorriso: “non ti lascio da solo, amore di mamma… Non ti lascio da solo“. Canto. Canto per me e per lui, quando la stanchezza e la solitudine pesano troppo. E A. ride e sorride: passa tutto, quando A. sorride.
Ho imparato ad essere velocissima e ad approfittare del poco tempo in cui il mio bambino rimane sul passeggino e dentro al box (in totale non più di 15 min. al giorno) per sistemare casa e fare da mangiare. L’allattamento esclusivo a richiesta mi distrugge. Sono stanca, spesso ho capogiri. Ho paura di svenire mentre tengo A. Inoltre, forse a causa di questo stesso stress, ho un ingorgo mammario ogni mese: ancora dolore, ma non crollo, voglio continuare ad allattarlo!
Vorrei chiedere aiuto ma non so a chi. E a chi potrebbe esserci, non ci riesco perché quel muro è diventato ormai troppo alto. Non è colpa di nessuno, in questi casi. O ci “sei” o non ci “senti”. Inutile insistere.
Non so più se le giornate siano tutte diverse o tutte uguali. Entrambe le cose, forse: diverse con A., ogni giorno è un giorno nuovo; uguali nella voglia disperata di condividere quei momenti con qualcuno, di chiacchierare, ridere, piangere, sfogarmi con qualcuno che mi ascolti davvero e davvero mi aiuti: un pannolino cambiato, una ninna nanna mentre riesco a fare una doccia che duri un po’ più di cinque minuti, una pappa preparata o data, i piatti lavati, la scopa passata sul pavimento… per permettermi di pensare ad altro, magari a me stessa, per solo venti minuti. Niente.
Il crollo ormonale si placa. Pian piano riprendo il controllo di me stessa. Ringrazio il Cielo per essere riuscita a superare questa fase. Adesso, rimbocchiamoci le maniche, piccolo mio! Io e te. Siamo io e te e ce la faremo alla grande. Leggo favole, al mio piccolo; canto, suono la chitarra, gli faccio ascoltare musica e poi giochiamo tantissimo. Ma, soprattutto, ridiamo. Ridiamo e sorridiamo. Anche quando sono troppo stanca, anche quando vorrei dormire e lui vuole essere intrattenuto, anche quando lo metto sul passeggino per lavare i piatti del pranzo o della cena e lui si lamenta perché non ci vuole stare, anche quando finisco di cucinare e sono pronta per pranzare e lui decide che vuole tetta e nanna e io devo assumere posizioni innaturali sulla poltrona perché lui no, mica sta comodo in qualunque modo! E io mi ritrovo sdraiata, con una gamba ad est e una a ovest, con lui attaccato al seno e con uno sgabello accanto con appoggiato un piatto con del cibo che divorerei volentieri perché l’allattamento esclusivo a richiesta fa venire fame, tanta fame.
A. continua a crescere. Ad ogni scatto di crescita c’è una fase in cui diventa più impegnativo perché mi tocca comprendere le sue nuove esigenze. E allora, di pazienza ce ne vuole davvero tanta. Non sono una santa nè una mamma perfetta. A volte la perdo, e sempre di notte, quando il mio cervello ha bisogno di riposare e se ne va per i fatti suoi, se non lo si lascia fare. Ma ritorno in me presto, per fortuna.
Già, ho avuto fortuna. La fortuna di mantenere i nervi saldi, la fortuna di potere scegliere cosa volere per il mio bambino: la serenità, i sorrisi. Ma penso a quelle madri che non ce la fanno, che crollano e non riescono a dare ai loro i figli la tranquillità necessaria. E si sentono ancora più inadeguate di me, inadatte, cattive.
Vorrei abbracciarle tutte, queste madri. Vorrei chiacchierare con loro, ascoltare i loro sfoghi, dare loro un po’ di aiuto, una semplice carezza. Vorrei dire loro che nessuna madre è inadeguata, sono la stanchezza e la solitudine che la rendono insopportabile ai loro stessi occhi.
E allora, mi piacerebbe si riconoscesse ad ogni madre che non ha la fortuna di avere vicino qualcuno che la aiuti, un sussidio da parte dello Stato. Mi piacerebbe che si approfondisse, scientificamente, cosa accade a livello neurologico a una donna che dorme pochissimo la notte per innumerevoli mesi e quel poco che dorme, lo fa male perché il suo bambino ha bisogno di attaccarsi spesso al seno. Ad una donna che, da sola, deve pensare ad allattare e poi svezzare il proprio figlio, a cambiarlo 6/7volte al giorno, fare il bagnetto addormentare cullare giocare con lui vestirlo spogliarlo dargli la medicina e poi lavare i panni per lui e per mamma e papà cucinare pulire stirare ecc. in un tour de force che dura circa venti ore al giorno, per mesi, anni.
Andrebbe verificato tutto ciò e, visto che governano soprattutto uomini e gli uomini ragionano di più con i numeri e i dati, consegnare loro un dossier per la comprensione della difficoltà di una madre nel crescere da sole i propri figli. Ovviamente, i sussidi servirebbero a permettere di avere un aiuto in casa, anche solo un paio di volte alla settimana. Sarebbe già tanto, credetemi.
A chi, adesso, riterrà opportuno obiettare che le madri hanno sempre cresciuto i propri figli, ricordo loro che la solitudine nella maternità ha origini recenti perché fino almeno al primo dopoguerra la struttura della società ma anche l’organizzazione urbana permettevano la socializzazione tra famiglie e l’aiuto reciproco, anche per l’accudimento dei figli. Oggi, ci sentiamo da soli nei nostri palazzoni di dieci piani e spesso non conosciamo nemmeno il volto del nostro vicino di casa.
Alle madri che hanno avuto il coraggio di percorrere la strada della maternità, pur sapendo a priori di essere da sole, dedico tutti i miei pensieri più belli, le mie frasi più dolci. A quelle che non credevano di essere sole e poi ci si sono ritrovate e stanno per cedere o hanno ceduto, dico loro di avere coraggio e, almeno, di non sentirsi sole nel vivere questa condizione.
Abbiate fiducia, dolcissime mamme, questi anni passeranno in fretta e se tenete duro, oltre a rendere felici i vostri figli, aumenterete l’autostima e ne uscirete più forti, nessuno potrà sconfiggervi. Vi abbraccio, mamme… vi abbraccio di cuore.

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66 Comments

  1. Trattengo a stento le lacrime… Mi ci ritrovo nelle tue parole… Solo che appena M. É nato ho avuto problemi …rigetto dei punti interni (tanti) e dell’episotomia, ragadi, allattamento a richiesta (in realtà M. Era sempre attaccato al seno) solitudine, critiche, tante, troppe. M. Piangeva sempre ed io mi sentivo incapace, oltre che criticata… Passati i primi critici 4 mesi ho preso forza! Mi sono rialzata, ho fatto di testa mia e ne abbiamo avuto guadagno io ed il mio cucciolo, il mio amore immenso! Sono orgogliosa di allattarlo, di farlo dormire tra mamma e papà, di essere una mamma a. Alto contatto! Il mio cucciolo0é sereno e sempre allegro! Ne sono tanto orgogliosa!

    1. Ogni volta che ascolto o leggo parole come le tue, vorrei abbracciare con tutte le mie forze la madre che le sta dicendo o scrivendo. Vedrai che la serenità e la gioia di tuo figlio ti doneranno ogni giorno sempre di più forza per credere che ciò che fai è la scelta migliore per voi, e tu fai bene ad esserne orgogliosa!
      Ti abbraccio fortissimo, coraggiosa mamma! ♡

  2. Complimenti mi sento molto meno sola.
    Non è facile conoscere mamme così.
    Io vedo che nella mia città le mamme che si sentono sole tornano a fare le figlie e non cercano aiuto o conforto all esterno.
    Invece è bello creare una rete di mamme che si aiutano a vicenda.

    Vorrei approfondire degli argomenti con te, posso scriverti in privato?

    Grazie

    1. Io ho imparato che la condivisione delle esperienze ci aiuta a non sentirci sole e a capire che certi stati d’animo sono normali e superabili. Sono d’accordo con te: fare rete sarebbe la scelta più giusta per tutte le mamme in difficoltà.
      Certo che puoi scrivermi in privato, ti leggo volentieri!

      Grazie a te!

    2. Ciao Elisa ho letto il tuo articolo ed è estremamente corretto è enormemente commovente.
      Sono mamma da poco ,circa 8 mesi ,ed anche se questo articolo ha 6 anni ,mi accorgo con tristezza che è e purtroppo rimarrà,contemporaneo .
      Nulla è cambiato nella storia dell’uomo ….. la donna è sola e continuerà ad esserlo solo e soltanto se continuerà a pretendere aiuto dagli uomini… perché è solo la solidarietà tra donne che potrà cambiare la nostra situazione.
      Grazie per la tua solidarietà , che a mio avviso è senza tempo … e come ha dato conforto a me a distanza di 6 anni , potrà consolare e dare forza ad altre mamme fra 50 anni.
      Sempre che tutte insieme non si formi un partito !!!!! Scrivimi in privato sto per aprire un blog
      Un abbraccio 🤗 Alessia

  3. Ciao mamme. Mi ritrovo anch’io nelle vostre parole. Ho avuto un parto lunghissimo e doloroso culminato in cesareo. Difficoltà ad attaccare il bambino, paracapezzolo, tiralatte…alla fine solo latte artificiale. Il mio bimbo per fortuna sta bene. Fra poco compirà un mese. Io vivo le giornate come un insieme di doveri, di obiettivi da raggiungere. Mio marito è collaborativo ma rientra a casa alle sei di sera e ovviamente più di tanto non può fare. Io non sento l’amore sconfinato che tutti dicono nei confronti di mio figlio. Mi dispiace molto e spero che arrivi prima o poi. Sento molta responsabilità. Conto le ore fino alla poppata successiva, e poi il bagnetto, le gocce. Non digerisce bene per cui dopo il pasto almeno per mezz’ora devo tenerlo dritto ma non ho la forza fisica. Ho avuto una buona gravidanza tranne per il fatto che non dormivo se non tre/quattro ore al giorno ed ora ogni tre ore in piedi. Credo di avere stanchezza arretrata. Pensavo che l’amore unico per un figlio sarebbe stato più forte della stanchezza fisica ma non è così. Tutti attorno sono così felici. Tutti più innamorati di me.
    Un forte abbraccio.

    1. Carissima Mila, per nessuna di noi credo sia stato facile, all’inizio. Non credere a tutto ciò che vedi: la verità è che molte madri vivono con un senso di vergogna la propria sensazione di inadeguatezza e la voglia di vivere la maternità con meno responsabilità e più serenità. Non credere nemmeno a chi ti dice che esiste l’istinto materno e che se non ti senti immediatamente in sintonia con tuo figlio non ce l’hai e non ce l’avrai se non, peggio, che sei una cattiva madre. Sei solo stanca e ti senti sola e queste emozioni ti stanno semplicemente allontanando dal tuo obiettivo principale, al momento, che è quello della ricerca della complicità con quella creatura che hai portato per 9 mesi dentro di te.
      Non ti sentire in colpa, se sei stanca e vorresti riposare, ma ascolta il tuo corpo e chiedi aiuto. Fatti aiutare, da un parente, un’amica, qualcuno che ti conceda di rilassarti. Iscriviti a qualche gruppo sui social dove parlare delle tue sensazioni: credimi, sapere che in tante provano i tuoi stessi sentimenti ti aiuterà a sentirti meno sola e ti mostrerà come intervenire.
      Concediti del tempo, Mila. E durante questo tempo pensa solo che il tuo bambino, come tutti i bambini del mondo, ha bisogno di cure, di attenzioni, di pannolini cambiati, goccine, bagnetti, tette o tettarelle ecc. ecc. ecc. E tu potrai prenderti cura al meglio di lui solo se sei in sintonia con te stessa.
      Se vuoi parlare con me, scrivimi ancora, anche in privato. Sarò lì ad ascoltarti e a tenderti una mano.
      Un abbraccio da mamma a mamma!

      1. Ciao, volevo informarvi che ora va meglio. Mio figlio ha compiuto 5 mesi e ritmi si sono regolarizzati. Dormo almeno 6/7 ore a notte ed è tutta un’altra vita. È vero la stanchezza può allontanare dall’obiettivo principale. Ti ringrazio tanto per le parole di comprensione. Ho comunque capito che le risorse le abbiamo dentro di noi. Spesso è difficile riconoscerle. E nessuno può capire il senso di inadeguatezza…se non voi care mamme. Un grande abbraccio virtuale.

      2. Hai detto una grande verità, Mila: abbiamo in noi tutte le risorse! 🙂 Sono contenta che vada meglio, anche da noi, adesso, va molto, molto meglio, nonostante la stanchezza! 😉 Viva noi mamme e i nostri bambini! Un abbraccio di cuore ❤

  4. Finalmente la mia ennesima ricerca su Google ha sfociato in qualcosa che davvero mi consola. Digito le parole ” mi sento sola ” e ogni volta non trovo mai nulla che possa avvicinarsi al mio stato d’animo, Fino a questo momento ! Hai scritto alla perfezione tutto quello che sento, ho due bambini e inizialmente non riuscivo a capire questo mio malessere, pensavo una depressione, credevo di essere una cattiva mamma, ma poi ho iniziato a capire cosa mi stava succedendo… io SONO SOLA. ho una famiglia numerosa, tutti abitano vicino, ma IO SONO SOLA, nessuno passa del tempo con me e i miei figli , mio marito lavora tutto il giorno e nessuno ha il piacere di condividere insieme a me le giornate con i miei figli, giornate stupende, ma a volte stancanti, stressanti, quando i bimbi stanno male e sei costretta in casa x giorni, Mi sento sola perché nessuno condivide mai un pranzo o una cena con me , nessuno che mi fa compagnia, spesso dico che non mi serve nemmeno un aiuto pratico, mi basterebbe una persona con cui parlare, che si sedesse sul divano e mi facesse compagnia. E invece nessuno ha più pazienza, nessuno più ha voglia di avere bambini intorno, stanno sempre tutti attaccati al cellulare, ai computer, che non hanno più voglia nemmeno di fare due chiacchere . Ci sono delle giornate positive ed altre che si concludono con uno sfogo di pianto non appena i bimbi dormono e non mi vedono. non sono una persona socievole, non sono capace di fare amicizia , e al giorno d oggi è cosi difficile trovare amiche . GRAZIE PER LE TUE PAROLE, grazie perché mi sento meno sola, non sai quanto mi fa stare bene pensare che non sono l’unica a sentirmi cosi ! un abbraccio forte !!! Federica

    1. Cara Federica, ciò che dici lo comprendo perfettamente. Proprio in questi giorni riflettevo su questi aspetti. Io avverto questa “lontananza” di chi sembra così vicino. Avverto l’incapacità di comprensione, di sostegno, di complicità. Si è spesso soli anche con qualcuno accanto, specialmente se queste persone sono perennemente distratte da altro, come i loro smartphone o la tv.
      Ho però capito che poche persone riescono davvero a essere empatiche, ovvero a provare le sensazioni e i sentimenti di altri.
      Ho imparato a convivere, con questa solitudine, riempiendo i vuoti con tutto l’amore dato a mio figlio e da lui ricevuto. Ovvio, la stanchezza è tanta, ma comprendere la vera fonte del nostro malessere ci dà la forza per affrontarlo al meglio.
      Non so dove tu viva. Sarebbe bello se fossi di Palermo, prenderei volentieri un caffè con te! 😉
      Ti abbraccio forte anche io e grazie a te per avere fatto sentire meno sola anche me!

  5. Ho finito di leggere il tuo brano con le lacrime… Io ho la fortuna di avere un compagno meraviglioso, che ha deciso (potendoselo permettere) di lasciare il lavoro per restare con me e il piccolo cucciolo per i primi mesi.
    Se lui non ci fosse, non so dove sarei a quest’ora. Vivo in un altro Stato, la mia famiglia è venuta a trovarmi per qualche giorno, per il resto la solitudine assoluta. Non ho amici qui, non è facile per me trovare qualcuno con cui sentirmi in sintonia, ed aprirmi.
    Mi sento una madre schifosa, passo da momenti di reale adorazione per mio figlio a momenti in cui gli dò la colpa perché non ho dormito abbastanza, perché mi è tornata l’ennesima mastite (ma all’allattamento non voglio rinunciare), perché piange e non so perché, perché vuole stare sempre in braccio e io non posso nemmeno andare in bagno, perché mi fa la pipi addosso.
    Io mi sento una madre di merda, e non lo so se lui avrà ricordi di questo periodo, che dovrebbe essere “il più bello della tua vita”. So che quando il mio compagno mi dice “lascia stare, ci penso io” e poi con voce tenera “non prendertela con lui, non ha colpe”, io vorrei semplicemente NON ESISTERE e penso davvero di non meritarlo questo figlio.

    1. Carissima Fra, so di cosa stai parlando e innanzitutto vorrei dirti che non devi sentirti in colpa per i tuoi momenti di sconforto. Tutte le mamme li hanno e nessuna è una cattiva madre per questo.
      Tuo figlio sa che lo ami e di questi suoi anni della sua vita ricorderà tutto l’amore che stai mettendo per crescerlo, la dedizione, la volontà di proseguire l’allattamento nonostante le mastiti, le notti insonni e la stanchezza.
      Quello che stai dando a tuo figlio è qualcosa di immenso e vedrai che, crescendo, la stanchezza diminuirà sempre più e voi troverete una dimensione tutta vostra.
      La solitudine delle madri è un tema che mi sta molto a cuore, come sai. E proprio per questo ti dico che noi mamme abbiamo delle risorse infinite e che possiamo farcela.
      Io mi sono aiutata parlandone in gruppi sui Social, Facebook in primis. Non avendo persone fisicamente vicine che potessero aiutarmi, condividere le mie esperienze e i miei stati d’animo con mamme che hanno vissuto situazioni simili e che vivono la maternità come la vivo io, mi ha fatto sentire meno sola.
      Sono convinta che il benessere di una madre dovrebbe diventare un tema di discussione sociale e che anche sul piano politico dovrebbero attivarsi per permetterlo, affinché le mamme possano avere la serenità di potere crescere i loro figli, uomini e donne che contribuiranno allo sviluppo economico e sociale dello Stato in cui si vive e del mondo intero.
      In Italia siamo molto lontani da tutto ciò, non so nel Paese in cui vivi come sia la situazione.
      Nel frattempo, possiamo aiutarci tra di noi, anche soltanto raccontandoci, così come stiamo facendo adesso.
      Non avere mai dubbi sul fatto che tu sia una buona madre. Una conferma, forse la più grande, è nel fatto che ti stai ponendo questa domanda.
      Ti sono vicina e, se vuoi, scrivimi ancora!
      Un abbraccio.

  6. Mentre allatto cerco sempre su google un qualcosa, un appiglio per come mi sento. Le mie colleghe del corso preparto sono tutte euforiche e a quanto pare hanno figli perfetti. Io so solo che alla sera sopratutto mi prende lo sconforto più nero. Mi sento sola, triste e ho solo voglia di piangere. Mi sento sopraffatta. L’allattamento non è una passeggiata e mi colpevolizzo del fatto che la la mia bimba voglia stare sempre al seno perché il primo mese gliel’ho lasciato fare (ha 39 giorni). E invece dovevo staccarla. Ora dorme solo attaccata, ci provo a darle degli orari, ma per sfinimento e stanchezza finisco per fare gli stessi errori che mi ero ripromessa non avrei mai fatto. Nessuno mi capisce, mio marito per quanto può cerca di dare una mano, ma grava tutto su di me. Spero di farcela e in questo periodo mi manca ancora di più la mia mamma… Grazie del tuo articolo, forse non sono una cattina mamma né ho la bimba più indisciplinata del mondo…

    1. Carissima mamma, tu non stai commettendo alcun errore, anzi, stai donando qualcosa di meraviglioso alla tua bambina.
      Tutto ciò che descrivi, è normale. È normale che tua figlia cerchi nutrimento e calore dal tuo seno, così come è normale che tu sia stanca.
      Anche io mi sono trovata a pensare, a volte, di smettere di allattare. Ma la serenità di mio figlio mi ha convinta a continuare e oggi che lui ha più di tre anni e mezzo, sono felice delle mie scelte, pur riconoscendo che non sono state facili. Ancora oggi, il mio bambino allatta al seno. È più una coccola, ma è un momento tutto nostro che nessuno potrà mai capire.
      Non stai sbagliando nulla, credimi. I figli delle tue amiche non sono migliori della tua. E tutti i figli, sono perfetti. La tua è semplicemente una bambina ad alto bisogno di contatto e tu le stai dando ciò di cui ha veramente bisogno.
      Ti consiglio di frequentare qualche gruppo di genitori ad alto contatto, su Facebook. Lì ho trovato e trovo professionisti e mamme con le quali condividere la nostra simile esperienza di maternità, e ti posso assicurare che aiuta tantissimo a non sentirsi sole!
      Scrivimi quando vuoi, anche in privato! Sarò felice di ascoltarti e starti vicina, anche se virtualmente.
      Non mollare, sei una mamma fantastica!
      Un abbraccio…

    2. Ciao Ross, io non ho allattato per cui non posso capire la tua reale situazione, so solo che i primi mesi sono davvero duri per un motivo o per l’altro. La gente, anche la più buona, sminuisce e non ricorda il suo passato (se ha avuto figli). L’unica cosa che mi sento di dirti è che anche se il tempo sembra infinito tutto passerà, prima o poi. Sono mesi interminabili, intensissimi, ma passano …vedrai. A me è successo e sto molto meglio. Un abbraccio.

  7. Grazie per aver condiviso questa tua esperienza e grazie anche a tutte le mamme che hanno commentato. Stare da sole con un neonato non è per niente facile. A fine giornata io mi sento talmente stanca che ripeto spesso tra me e me “chi me lo ha fatto fare…vorrei scappare via da qui…”. Pensavo di essere davvero la sola a sentirmi così male…una donna non adatta ad essere madre per nulla…a non meritare questa meravigliosa creatura che ho partorito.
    Purtroppo si è tanto deboli quando le ore di sonno sono davvero poche e la stanchezza si fa sentire…e a non avere più nemmeno il temoo di lavarsi visto che il piccolo dorme solo 10 min per volta e 1 h è servita per addormentarlo….
    Io ringrazio il Signore per avermi donato una gravidanza senza problemi e un parto veloce con un travaglio di sole 4 h….piccole difficoltà iniziali con l allattamento visto che la montata lattea non arrivava dopo 5 gg dal parto…una sera pregai tanto chiedendo di poter avere questa grazie di allattare il mio bambino….la mattina alle sei mi svegliai completamebte sudata e completamebte bagnata…dai seni usciva latte…Piansi per la felicità…presi il mio bambino e lo attaccai subit…per fortuna nonostante le aggiunte il piccolo si attaccò voracemente e senza problemi.
    La suzione continua inizio a spaccare i capezzoli….ho allattato certi giorni con il lenzuolo tra i dentidal dolore….dovevo resistere…avevo chiesto quel dono con tutta la mia forza….non potevo mollare….
    Più il piccolo prendeva forze più succhiava e lievitava di peso…ma averlo attaccato ogni 45 min è stato davvero stancante….l allattamento mi privava delle forze per fare tutto…poi dopo il primo mese ha iniziato a non dormire più….si svegliava ogni 30min…piangeva…si addormentava in braccio e quando lo mettevo nella navicella si svegliava e dovevo riaddormentarlo…io e mio marito finimmo a fare i turni per riposare un pó…ma lui ovviamente doveva andsre anche al lavoro e io rimanevo sola con il piccolo che ciucciava solo….dormiva pochissimo…
    Arrivai al punto di avere la nausea …. e delle volte ho pensato “perché a me…” delle volte stanca dalle notatte in bianco lascivo piagere mio figlio nella navicella perchédavvero ero stremata…poi mi riprendevo e tornavo a cullarlo o a dargli il seno….
    Con il tempo è migliorato…poi sono iniziate le pappe….altra tragedia…non sopportavo il suo piangere per ogni cucchiaino…lo stress si è accumulato per mesi…come mattoni di una piramide…e mi chiedo quando finirà e riusciremo a stare più sereni io e mio marito…il piccolo per fortuna cresce benissimo…lo allatto ancora visto che lho desiderato tan2non mi va di rinunciarci…nonostante il dolore alla schiena per trovsre una posizione che al piccolo piaccia….
    Grazie lle vostre esperienze condivise mi sono sentita meglio e più forte. Grazie mille. Mi sento meno sola.

    1. Grazie a te, Michelle. Hai dato più senso alle mie riflessioni, grazie alla condivisione di questo tuo racconto.
      Parlarne è l’unico modo per capire che non siamo “sole”. Un abbraccio e complimenti per la tua tenacia! ❤

  8. …che bello leggere tutto ciò e rivedersi pienamente nelle sensazioni, stati d’animo, debolezze, paure, sorrisi, stanchezza, sforzi… Solo una parola GRAZIE…mi sento meno sola…e mentre prima mi sentivo un pazza visionaria, oggi a 13 mesi del mio piccolo (che continuo ad allattare!) mi sento meno depressa e piu reattiva alla vita! Faccio quel che posso l importante é riposare per ricaricarsi ed essere totalmente sua… Lo amo infinitamente… E non voglio trovarmi stanca… É vero mi sono sentita e mi sento sola… Ma sono anche io ad evitare gli altri perché il muro ormai é troppo alto…perche non riesco ad accettare consigli, battute o semplicemente lo star troppo attaccati a lui… Perché lo ammetto sono gelosa…( Ora meno in realtà! )… Il tempo sta passando e io sto cercando di calmarmi, di sforzarmi a sorridere… Lui cresce e si sicuro non voglio cresca con una madre depressa e musona!… Viva la vita viva le mamme…che la donano!

  9. Quante verità…e quanto è difficile!!io abito in un paesino dormitorio, un agglomerato di case su una via di passaggio tra due centri più grandi. Mi sono trasferita qui perché mio marito aveva già una casa, ma questo posto è lontano dalla mia famiglia e dai miei amici (ormai ridotti all’osso per via della distanza). Sono sempre sola con il mio bimbo che è meraviglioso, mi sento sempre orribile quando mi sento triste per la mia solitudine; ho lui che non desidera altro che me e le mie attenzioni!a volte mi viene da piangere ma non voglio farlo davanti a lui, voglio che impari solo la gioia e i sorrisi!!bisogna trovare la forza…speriamo!!un abbraccio

    1. Concentrati su di te e sul tuo bambino… un giorno amerai quella solitudine e un po’, forse, la rimpiangerai. Oggi, mio figlio ha 4 anni. Molte cose sono cambiate, lui è autonomo e indipendente, per la sua età. Io mi guardo indietro, ripenso a quei giorni interminabili e li amo da morire, perché è nella forza di volere sorridere per lui, che ho costruito il meraviglioso rapporto che abbiamo oggi.
      Fidati: andrà sempre meglio. Tieni duro.
      Un abbraccio.

  10. Ciao, anch’io come te mi sono ritrovata sola, mio marito pur di non stare con I. faceva mestieri e spesa… Chiedevo aiuto, ma non mi ascoltava, non voleva sentirmi, io stavo male per punti che non guarivano e mal di denti, accudivo I. h24 e mi accusava di non fare abbastanza, gli chiedevo di occuparsi di I. e darmi modo di fare di più, ma la risposta era sempre NO, poi giù a criticare e a rinfacciare che lui era stanco..
    …abbiamo superato quella fase perché ho capito è soprattutto perdonato. Adesso I. ha 15 mesi, ho ripreso a lavorare e faccio 50km /giorno di traffico, torno a casa e I. dopo tutta la giornata al nido vuole le coccole, vuole la sua mamma, io provo a fare anche il resto (oltre ad occuparmi di I.) mentre è sveglio, ma spesso, come stasera, è impossibile così interviene mio marito che si fa, ma mentre lo fa mi critica, mi umilia verbalmente e mi fa passare per una fancazzista. Mi dice che con me non parla più di cose serie, che non ne vale la pena….. Continua a ripetere “chissà perché le altre ce la fanno a far tutto e tu no” …. Come faccio a non accorgermi che LUI è stanco…. Io replico a ciò che dice, ma poi taccio, devo risparmiare le energie per I. e tutto il resto che lui nn si accorge che faccio. Sono orgogliosa di come sta crescendo I., è meraviglioso, ma veramente non sopporto più mio marito, mi sento tanto sola e triste, pensieri di andare via (,anche definitivamente)ne ho avuti e ne ho tuttora, ma non lascerei mai solo il mio cucciolo, siamo io e lui, una cosa sola da sempre. Scusate lo sfogo, ma mi sono identificata nel racconto ed avevo bisogno di condividere il mio momento….

    1. Carissima Cristina, una cosa che ho imparato sulla mia pelle, è che continuare a dare e assumersi colpe, non è produttivo per nessuno. Per i nostri figli, in primis, e poi per il nostro rapporto di coppia.
      Quando si inizia a comunicare così, è poi difficilissimo uscirne. Io sono convinta che entrambi, avete ragione: siete stanchi, provati entrambi. Tutti e due vi sentiti soli, messi da parte, non capiti.
      Dovreste comprendervi, accettare questi nuovi panni che oggi indossate e da lì, ripartire.
      Nessuno di voi, è sbagliato. Nessuno, è colpevole. Lui non capirà mai, probabilmente, che ti basterebbe un abbraccio, per scioglierti. Tu non capirai mai, forse, che a lui basterebbe un: “Ti capisco.”
      Incontratevi a metà strada e provate a camminare ancora un po’ insieme. Un po’, ogni giorno sempre di più. Cercate di capire se davvero tutto è perso, perché talvolta, c’è qualcosa che rimane e urla per essere ripreso.
      La solitudine è uno stato molto più comune di quanto si pensi, nella maternità. E oggi, posso dirti di avre capito che lo è anche nella paternità. Basta poco per venirsi incontro, e io vi auguro davvero di poterlo fare ancora. Guardate il vostro piccolo I., e da lì ripartite.
      Un abbraccio di cuore!

      1. Grazie!!! Le tue parole mi sono state di conforto prima e da incoraggiamento a iniziare a cambiare il modo di comunicare con mio marito. Non è facile, ma l’amore c’è ancora ed è tanto, dobbiamo fare in modo che sia lui a parlare e non la stanchezza o altri sentimenti. Ti ringrazio e abbraccio.

  11. Bellissimo articolo… Leggendolo mi sono sentita meno sola… Grazie di cuore…
    Un caloroso abbraccio a tutte le mamme… Siete meravigliose!!!

  12. Ciao,

    Io ho letto solo ora il Tuo bellissimo articolo. Ecco tutto quello che ho provato e provo a tratti ogni giorno. La solitudine più profonda…
    Il mio bimbo ora ha 4 anni. Questa solitudine a volte ritorna e fatico purtroppo a perdonare chi non mi ha aiutata semplicemente venendo nella mia casa per alleggermi un po’ le giornate. A me bastava un caffè….

    1. Come vedi, Anna, siamo tutte un po’ sole. Eppure, sapere di provare le stesse cose, aiuta a sentire un po’ meno il peso della solitudine. È per questo, che ho voluto parlarne, ed è per questo che voi rispondete… e insieme, possiamo vincere e tornare alla luce!
      Un abbraccio!

  13. Ciao, mi unisco al vostro coro. Ho due bimbe fantastiche che sono la mia gioia e, diversamente da da alcune di voi, per me non é stato per niente pesante il primo anno, ma entrambe le volte ho trovato veramente duro non staccare mai tra i due e i tre anni delle piccole. Mi sembra di non essere più una persona ma solo una mamma, questo mi sconforta e quindi poi non mi sento nemmeno una gran mamma. So che potrei dare di più, giocare di più, ma la verità é che spesso non ne ho voglia.E qui si aggiunge anche un bel senso di colpa). Vorrei avere qualcuno di adulto intorno ogni tanto, un’amica con cui bere un caffè e parlare di qualcosa di diverso dalle bimbe. Ho la fortuna che i nonni ogni tanto mi aiutano e le prendono un paio d’ore ma le passo a sistemare di corsa casa per fare tutto ciò che altrimenti rimane indietro. Ma anche questo non mi aiuta perché é difficile chiedere aiuto a chi sai che pensa che dovresti riuscire a cavartela da sola. Mi sento davvero inadeguata.
    Gli zii? Pare che io e mio marito non siamo più persone interessanti da quando siamo mamma e papà perché non siamo più liberi di fare quello che fanno loro e che noia mortale dev’essere venire a mangiare una pizza da noi una volta all’anno!!!!!
    Mio marito fa tutto quel che può ma é via undici ore al giorno…
    Una di voi diceva che si fa dei weekend. Non posso fare neanche quelli perché siccome io non lavoro non ci sono soldi per i weekend. E non lo riesco a trovare un lavoro: troppo vecchia, troppo inesperta, troppo mamma!
    Unico spiraglio di luce era l’inizio della scuola materna a Settembre ma… sorpresa… mia figlia non é stata ammessa perché non ci sono abbastanza posti. E chi la può pagare una privata?
    Insomma oggi sono davvero giù. Credo che nessuna mamma dovrebbe sentirsi così!
    Lo stato dovrebbe pensare a delle agevolazioni alle ditte che assumono una mamma, le donne che lavorano dovrebbero smettere di dire che le casalinghe non fanno niente (e viceversa), ci dovrebbe essere più comprensione per le fatiche altrui.
    Oggi sono davvero stanca ma mi dico, insomma, ho un tetto sulla testa, in fondo non ci manca niente, ho un marito che mi ama e due splendide bimbe. Le cose miglioreranno… !

    1. Carissima Sissy, hai proprio ragione. Col senno di poi posso dire che, a confronto con i due – tre anni, il primo anno è una passeggiata!
      Però è tutto in salita quando ci si sente sole e abbandonate. Io la penso come te: lo Stato dovrebbe agevolare le mamme, anche con contratti e programmazioni orarie che tengano conto delle loro esigenze e di quelle dei bambini che stanno crescendo.
      Ma, putroppo, viviamo in un Paese che ha difficoltà a riformare un intero sistema occupazionale, per cui credo che i tempi siano ancora lunghi, perché ciò possa accadere.
      Ciò in cui dovremmo puntare è altresì la sensibillazione delle persone che ci stanno accanto. Molte di esse provengono da un’educazione in cui hanno imparato che una donna, al momento di divenire madre, deve assumersi un ruolo di sacrificio, solitudine e rassegnazione. Deve, inoltre, ESSERE FORZATAMENTE felice di tutto ciò, perché AVERE FIGLI rende felici. Ma la verità non è questa. Molte lo sanno, ma non lo ammettono per paura di essere giudicate. Essere madri non è sempre l’idillio che ci raccontano, e se lo ammettessimo una volta per tutte, forse riusciremmo a lavorare per cambiare la posizione di tutti coloro che ci stanno accanto. Che poi sono quelli che dovrebbero maggiormente capirci, aiutarci e sostenerci.
      Posso solo dirti di essere forte e di avere pazienza. I nostri figli crescono in fretta. Io, il mio, me lo sento quasi sfuggire dalle mani. Oggi, a 4 anni e mezzo dalla realizzazione di questo articolo, posso diti che mio figlio ha raggiunto una sua autonomia che mi rende anche più libera e io, una maturità di mamma che mi consente di essere tale pur cominciando a riprendermi i miei piccoli spazi, come è giusto che sia.
      Essere madri non deve mai darci l’impressione di essere in catene, in prigione. Quando ci sentiamo così, vuol dire che qualcosa non va, e spesso deriva da come ci fanno sentire gli altri.
      La forza la troviamo sempre, perché di risorse ne abbiamo tante, noi donne e madri. E tu ne hai abbastanza per nuotare a galla e non affondare.
      Grazie per avere lasciato a noi la tua testimonianza. Un abbraccio!

  14. Leggendo questa storia mi sono rivista…. Con la differenza che io sono da sola con due bambini i loro papa nn mi aiutano ne economicamente de psicologicamente. Mi ritrovo da sola a crescere mantenere due bambini che nn hanno chiesto di nascere e nn hanno avuto l’opportunità di scegliersi una madre migliore di me. Una madre che nn stia dalle 10 alle 21.30 a lavorare da lunedi a giovedi e dalle 10 alle 8 del mattino dal venerdi al sabato per potersi permettere una casa fare la spesa pagare babysitter e comprare tutte le cose di cui loro hanno bisogno dovrei stare piu tempo con loro si e vero ma a pagare e ad aiutarmi chi ci pensa? A volte vorrei sparire ma poi dico hanno solo me!!! Con tutti e due con problemi di salute hanno sempre una poverini i miei tatini….La vita è ingiusta con noi 3 ma anche se mi viene da mollare io nn mi arrendero mai

    1. È vero, Emperatriz, è ingiusto tutto ciò. È ingiusto che una donna debba rinunciare a seguire i propri figli come vorrebbe, perché deve sottostare a turni massacranti per potere mantenerli e mantenersi. È ingiusto che lo Stato non aiuti queste madri in difficoltà e non peremetta ai loro figli di averle più presenti.
      Tuttavia, una cosa che ho imparato sulla mia pelle, è che noi figli impariamo tanto, dai genitori che si sacrificano per noi e che lo fanno senza farcelo pesare. Io sono figlia di una madre che lavorava anche 12 ore al giorno, per mantenere 6 figli. I miei non erano separati, sono stati sempre insieme, ma da solo, mio padre non ce la faceva, con il suo lavoro, a mandare avanti una famiglia.
      Abbiamo vissuto quasi senza di loro, ma quando erano presenti, ci davano tutto ciò di cui avevamo bisogno: amore, attenzione, rispetto. E da loro, dalla loro forza, dai loro sacrifici, da quell’amore per noi, abbiamo imparato tanto.
      Per cui non abbatterti. Vivi nel migliore dei modi i momenti che hai a disposizione con i tuoi bambini e non sentirti in colpa: stai facendo tutto ciò che puoi, per loro e per te. Loro lo capiscono e lo capiranno sempre di più, crescendo. Dimenticheranno il tempo non dedicato e ricorderano carezze e parole d’amore. Te lo dico per esperienza.
      Un abbraccio a te e ai tuoi bambini!


  15. https://polldaddy.com/js/rating/rating.jsNella vita faccio un lavoro che scorre accanto alle madri: insegno a portare i piccoli in fascia. Arrivo alle porte di casa loro con un a valigia piena di fasce e bambolotti didattici. Le trovo quasi sempre sole, spettinate, distrutte. La consulenza si trasforma spesso in “scusa mi aiuteresti anche…” . Vado via carica di amarezza, ma non per loro, per coloro che non riescono a capire che questa mamme hanno bisogno di sostegno e di aiuti pratici. Da alcuni mesi mi occupo anche di questo in un rapporto di “sorella in affitto”: vado a casa, carico la lavatrice/stendo, aiuto nella cena, porto fuori il piccolo mezz’ora con me magari a comprare qualcosa che serviva. Loro si rilassano, si fanno una doccia, un caffè, telefonano ad un’amica. Quando rientro in casa le trovo diverse. Non sarebbe l’ora di ammettere che da sole è peggio e che una volta le nostre nonne avevano dietro un esercito di zie, sorelle e cognate?

    1. Da sole non è “peggio”, o almeno non dovrebbe. Perché ogni donna dovrebbe avere il diritto di vivere serenamente la maternità. Il problema, è che spesso ci si dimentica che ci sono altri legami, e che ognuno di questi ha doveri e responsabilità, nei confronti di un bambino. “La mamma è sempre la mamma”… sì, ok, è vero… ma ci sono anche i papà, i nonni, gli zii… Eppure, siamo arrivati a dovere “affittare una sorella”.
      Ammiro quello che fai, ed è quello che sogno di fare, non appena mio figlio diventerà più indipendente e avrò un po’ di tempo da dedicare ad altro. Ma sogno un mondo in cui le mamme non debbano gridare aiuto o, peggio ancora, tacere la propria solitudine, per la vergogna di non essere buone madri se ammmettessero di non farcela da sole.
      Sì, da sole si sta male. E io lo urlo a gran voce.
      Grazie per il tuo intervento, Giulia!


  16. https://polldaddy.com/js/rating/rating.jshai dato voce al mio cuore.. t ringrazio per aver condiviso tutto questo perché è esattamente quello che sto provando io in questo momento e da quando è nato mio figlio circa 6 mesi fa . Gli ultimi mesi della mia gravidanza emotivamente sn stati difficilissimi.. la mia adorata mamma è stata operata di urgenza al cuore un intervento delicatissimo che fortunatamente é riuscito ma ad oggi la mia mamma è ancora ricoverata quindi non ha potuto starmi vicino nè durante il parto nè i primi mesi del bambino. Premesso questo lei resta l unica persona che capisce veramente il mio disagio e mi da coraggio dicendomi che è capitato anche a lei che è dovuto alla stanchezza e al fatto che sono sempre solo con il piccolo che non ho aiuto . Tutto il resto della gente non mi vede e purtroppo non mi sente mi sento invisibile nonostante dico chiaramente che non sto bene.
     Un giorno mi faccio forza cerco di mantenere la calma il giorno dopo crollo perdo la pazienza dico a me stessa che forse non ero pronta che non sn in grado che una mamma non dovrebbe pensare quello che penso io.. 😦 molte volte ho sgridato il mio piccolo quando magari non voleva dormire come se la colpa fosse sua ..che colpe potrà mai avere un esserino così meraviglioso che t riempie il cuore con un sorriso ..e questo mi fa sentire in colpa e da li precipito nei pensieri più tristi. 
    Mi sono rispecchiaTa molto in te ed è per questo che t ringrazio perché mi hai dato la speranza che questo brutto periodo passi anche per me …

    1. Carissima Alessandra, ti comprendo perfettamente e capisco il tuo senso di solitudine e inadeguatezza. Non darti colpe, però. Se talvolta perdi la pazienza per la stanchezza, poi recupera con un mondo di coccole, al tuo bambino. Tu pensi davvero che esista una madre “perfetta” che non rimprovera mai il suo bambino? Ti svelo un segreto: non esistono, le madri perfette. Proprio perché, in natura, non esiste la perfezione. Possiamo solo migliorarci, giorno dopo giorno. Esercitandoci su noi stesse e accogliendo anche la realtà di essere momentaneamente da sole a dovere affrontare questa meravigliosa sfida che è la maternità.
      Ti posso solo assicurare che non sei la sola a provare tutto questo. I numerosi commenti a questo post te ne danno un’idea. E ti posso anche assicurare che passa… se lo lasci passare. Accetta queste tue sensazioni, e da qui parti per combatterle. Tu ti puoi aiutare.
      Hai la fortuna di avere una madre che, nonostante non possa ancora essere presente, ti supporta psicologicamente. Credimi: è tanto.
      Spero che tua madre possa guarire al più presto e esseri accanto. È ovvio che la sua situazione aumenta il tuo stato di stress…
      Auguri per la tua mamma e un abbraccio forte a te e al piccolo. Ce la farete, tutti quanti! ♡

      1. Mi farebbe piacere leggere la tua storia, Gaetano, per dare voce ai tanti padri che, come te, spesso provano queste sensazioni, ma non sanno esprimerle o non vogliono farlo, per svariati motivi.
        Ti ringrazio, comunque, per avere voluto lasciare questa tua testimonianza. Un abbraccio.

  17. E aggiungerei, nel secondo dopoguerra le famiglue erano patriarcali! I figli numerosi e la madre poteva contare nell’aiuto dei suoi stessi figli cresciuti e delle vatie zie, nonne, mamma, suocera. Oggi è diiverso

  18. Grazie per il tuo racconto, letto proprio in questo momento,, un momento in cui mi sento molto sola….il mio bimbo ha 9 mesi, cucciolo mio è stato sempre buoni, già a 3 mesi non si svegliava più la notte per mangiare…ho avuto una gravidanza molto tranquilla e malgrado i miei 42 anni non ho a vito nessun disturbo, nemmeno i primi mesi, ma ho avuto un parto difficile, ho partorito un mese prima del previsto d’urgenza mi hanno fatto un cesareo perché c’era un distaccamento della placenta e il bimbo aveva il cordone a tracolla..Mi hanno portato via subito il bimbo per metterlo in incubatrice, l’ho rivisto l’indomani senza avere nel frattempo notizie..il bimbo è stato una settimana in incubatrice e potevo vederlo solo il pomeriggio, nel frattempo mi è stato comunicato che il cucciolo dovrà subire un’esperienza intervento per una ipospadia, ma solo dopo aver raggiunto 1 anni di età…sono crollata, stavo male fisicamente perché mi è venuta un ematoma attorno al taglio cesareo, mi hanno dovuto riaprire e drenare la ferita…mi dicevano di a stare a riposo, ma come potevo stare a riposo senza andare a vedere il mio cucciolo???? Ho avuto mia madre vicino per il primo mese, poi è dovuta rientrare a casa, lei vive a 200 km da me, ed ha anche una certa età, per cui non potevo pretendere di più,…..ho superato tutto ciò, ma quello per cui sto scrivendo è la profonda solitudine e poca comprensione che ho avuto da parte del mio compagno che dal primo mese non fa altro che dirmi che da quando c’è il bambino lui e il nostro cane è come se non esistessero…Ma come si fa….il bimbo ha bisogno di tutte le attenzioni è piccolo….io mi prendo cura della casa, cucino, lavo stiro, le mie amiche sono sparite e non ho mai un attimo da dedicare a me stessa….eppure porto avanti tutto….Non ho un attimo di distrazione cosa che invece ha lui visto che ogni pomeriggio si vede con gli amici per l’aperitivo…e quando torna se mi trova stressata, visto che il mio cucciolo sta mettendo i dentini e a volte è molto nervoso e vuole stare in braccio, e io riesco a malapena a preparare la cena, non fa altro che dirmi che sono esaurita, che sono cambiata, che sarebbe meglio non rientrare a casa ecc ecc….
    Scusa per lo sfogo, ho scritto di getto in un momento di massimo sconforto….Grazie per questo spazio di sfogo…..k.

    1. Carissima Kes, una delle molte cose che ho compreso, in questi anni, è che ognuno di noi ha un trascorso, alle spalle, e tutti reagiamo in maniera differente in base alle esperienze che abbiamo vissuto in passato.
      Leggendo la tua storia, è evidente la tua sofferenza e giustificabile la tua dedizione a quel bambino che ti sei sentita strappare e che senti di dovere proteggere, a causa del problema che si è presentato. Se posso darti un consiglio, forse sarebbe il caso di affidarvi a un consulente di coppia affinché possiate rimettere ordine nei vostri pensieri e nei vostri cuori. Purtroppo, capita più spesso di quanto si creda che, divenendo genitori, la coppia intraprenda percorsi differenti. Ma ci si può tornare a prendersi per mano, e io vi auguro con tutto il cuore che possiate farlo.
      Quello che mi sento di dirti è: non sentirti in colpa. Tu sei una madre, e le madri sanno bene di cosa hanno bisogno i propri figli.
      Ti abbraccio forte e ti sono vicina!

  19. Bellissimo articolo e bellissimi i commenti e le testimonianze…..le ho lette tutte e in ognuno ho ritrovato un po’ di me….la solitudine le giornate infinite la stanchezza…prego ogni giorno per trovare la forza di andare avanti. So di non essere l unica ad affrontare tutto ciò…..vedo tutte le altre madri felici ma io non lo sono……F. ha 5 mesi…..arriverà prima o poi quella felicità?

    1. Arriverà, Elisabetta, arriverà! Parola di mamma che ci ha messo più di 5 ad attenderla, perché completamente sola, e adesso respira di nuovo ed è felice, anche perché il suo bambino è il primo, ad esserlo! Noi siamo con te ❤

  20. Un Bellissimo pensiero…. mi rispecchio molto in quello che scrivi…. anche ora che il mio bimbo ha 2 anni e mezzo faccio tanta fatica da sola ad andare avanti, vedo sempre queste mamme super organizzate, super felici, super magre e mi dico sempre di non fare confronti perché ognuno è a suo modo ma ricado sempre nell’insofferenza del non riuscire a fare tutto e alla rabbia di non aver quasi più una vita mia personale….. sono molto paziente si perché senno’ a quest’ora sarei ricoverata….. ma che fatica….. tanta tanta fatica…… è bello leggere che qualcuno ha i tuoi stessi pensieri e le tue stesse rabbie…. a volte vorrei eliminarle perché mi sembra di essere fuori dal comune ma poi mi dico….. ‘oggi son cosi’ e va più che bene’….
    Grazie delle parole, non è facile anche aprirsi così come hai fatto tu…. La maternità ancora oggi è vista come ‘tutto amore gioia felicità’ ma non è solo questo….

  21. Semplicemente…. Grazie. Mi sento esattamente come questa mamma, sola… Sola e abbandonata… E menomale che ho un piccolo più grande di quello appena nato, che mi da la forza di andare avanti.
    Sono stanca, piango e sono sola.

  22. Ho pianto per tutto il tempo da quando ho iniziato a leggere. Stesse identiche emozioni, sensazioni, pensieri e faccio persino le stesse cose. Mio figlio ha 2 mesi e non posso crollare.
    Grazie, grazie, grazie!

    1. Ciao. A distanza di tempo da quelle emozioni drammatiche posso dirti che tutto passerà, che non sei sola, che in tante fingono… fra qualche mese recupererai forze fisiche e d’animo. Avrai più tempo per te e momenti più sereni col tuo piccolo. Tieni duro, siamo capaci di cose che neanche immaginiamo: forza, pazienza infinite… e se qualche volta ti sembra di cedere, perdonati… Si ricomincia 🤗
      Un abbraccio.
      Sabry

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